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Informazioni legali

Nota su IA e visualizzazione

Cosa genera beform, come lo fa, cosa può e non può dirLe un’immagine, come utilizzare le immagini in modo responsabile e come beform è pronto per l’AI Act dell’UE. Il complemento in linguaggio semplice alle condizioni d’uso.

Ultimo aggiornamento:

Questa pagina è una traduzione fornita per comodità. È giuridicamente vincolante la versione inglese.

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Cosa genera beform

A partire dalla foto di una stanza, di un edificio, di una facciata o di un giardino, beform genera immagini di come quello spazio potrebbe apparire con altri materiali, colori, finiture, illuminazione o piante. Legge inoltre la foto per indicare l’ambiente e gli elementi che vede, e può suggerire idee per lo spazio. Nella configurazione propria di un’azienda, beform può mostrare accanto a un’immagine una fascia di prezzo calcolata sulla base dei prezzi inseriti da quell’azienda.

Anche le immagini presenti su questo sito web possono essere generate o modificate con IA, compresi gli esempi prima e dopo. Illustrano ciò che fa beform e non sono fotografie di lavori realizzati, salvo che una didascalia lo indichi.

Nella demo Pro, e dove un’azienda ha misure o planimetrie configurate su richiesta, beform può anche stimare le dimensioni di uno spazio a partire da una fotografia: la stanza, la facciata o il giardino, le loro superfici e gli elementi che servono a un mestiere, con un grado di affidabilità per ogni valore. Da qui disegna uno schizzo semplice, elenca le quantità con lo sfrido tipico e calcola una fascia di costo indicativa. Può inoltre leggere una planimetria esistente, ridisegnarla in modo pulito e generarne immagini tridimensionali.

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Come funziona

La Sua foto viene preparata nel Suo browser e inviata ai nostri server, che la trasmettono a modelli di IA di terzi. Oggi si tratta di modelli di Google (la famiglia Gemini) per i render e l’analisi delle foto, e di modelli di OpenAI (GPT Image e GPT) per i render, l’analisi delle foto e i suggerimenti. I modelli possono cambiare man mano che ne diventano disponibili di migliori. I fornitori attuali sono elencati nell’informativa sulla privacy.

beform aggiunge le istruzioni. Queste indicano al modello cosa non deve cambiare, come l’angolo di ripresa, le pareti, le finestre, le porte e le installazioni fisse, cosa può cambiare e la direzione scelta. Quando beform indica un motore, ad esempio il beform Engine, il nome descrive questa combinazione di modelli di terzi con le istruzioni e le impostazioni di beform.

Ogni immagine che beform forma passa un controllo automatico prima che qualcuno la veda, e nessuna persona di crue la guarda prima. Un’immagine che non supera il controllo viene formata una seconda volta oppure non viene mostrata affatto. Ogni immagine della demo reca una filigrana e un badge beform visibili, e le immagini consegnate ai clienti recano la marcatura leggibile da una macchina descritta nella sezione 6.

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Cosa può e cosa non può dirLe un’immagine

Un’immagine offre un’impressione realistica di una direzione: come potrebbero apparire un materiale, un colore o una finitura in questo spazio specifico, e un’immagine condivisa di cui parlare prima che qualcuno progetti o prepari un preventivo.

Un’immagine non può dirLe:

  • le dimensioni, le quantità o le proporzioni esatte, perché non è un progetto e non è in scala,
  • se i lavori sono tecnicamente fattibili, strutturalmente solidi, conformi alle norme edilizie o autorizzati,
  • quanto costeranno i lavori, perché una fascia di prezzo non è un preventivo,
  • se un prodotto, un materiale o un colore esiste, è disponibile o apparirà esattamente così una volta installato.

Ai render viene chiesto di mantenere la geometria della foto. Possono comunque spostare, aggiungere, rimuovere o ridimensionare elementi, modificare proporzioni o prospettiva, inventare dettagli o mostrare luce, riflessi e texture che nella realtà apparirebbero diversi. Ogni immagine è illustrativa, non una garanzia.

Misure, elenchi delle quantità, schizzi, planimetrie e fasce di costo sono stime ricavate dalle immagini e dai dati inseriti. beform legge le proporzioni e le confronta con misure tipiche, ad esempio una porta di circa 0.9 per 2.0 metri o un soffitto di circa 2.5 metri, e indica quali riferimenti ha usato e cosa non ha potuto vedere. Prospettiva, distorsione dell’obiettivo, angoli nascosti e dimensioni inusuali generano errori che possono essere rilevanti. Una dimensione inserita migliora la stima, ma non la trasforma in un rilievo, e una fascia di costo, sia che derivi da un listino generale sia dai prezzi propri di un’azienda, è IVA esclusa e non è un preventivo.

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La Sua verifica

Le aziende che utilizzano beform dovrebbero verificare ogni immagine prima di inviarla a un cliente e confermare materiali, dimensioni, fattibilità, autorizzazioni e prezzo nel proprio preventivo dopo un sopralluogo o una misurazione. È l’azienda, non beform, a essere responsabile di ciò che presenta e promette ai propri clienti.

I clienti che ricevono un’immagine dovrebbero considerarla un punto di partenza per una conversazione. Prima di decidere qualsiasi cosa, è bene discuterne con l’azienda e, quando i lavori lo richiedono, con professionisti qualificati come un architetto, un progettista o un ingegnere.

beform non prende decisioni sulle persone. I modelli di IA analizzano foto di spazi e generano immagini e suggerimenti, nient’altro.

Prima di qualsiasi ordine o preventivo, ogni dimensione va misurata in loco e ogni quantità e ogni prezzo vanno confermati dall’azienda. Una pianta, uno schizzo o un’immagine generati da beform sono un’illustrazione. Non sono un progetto edilizio, esecutivo o per l’autorizzazione e non sostituiscono né un calcolo strutturale né la progettazione da parte di un professionista qualificato.

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Contrassegnare le immagini

Raccomandiamo a ogni azienda che utilizza beform di contrassegnare le immagini come illustrazioni generate con IA ovunque compaiano: nelle consulenze, nei preventivi, nelle e-mail, sui siti web, nella pubblicità e sui social media. Basta una breve didascalia, ad esempio:

«Illustrazione generata con IA. Non in scala. Materiali, colori e dettagli possono differire dall’opera finita.»

Un contrassegno chiaro è onesto nei confronti dei clienti e riduce il rischio che un’immagine venga intesa come una promessa o come la fotografia di un lavoro reale, il che potrebbe risultare ingannevole ai sensi della legge federale contro la concorrenza sleale e di leggi analoghe. È inoltre in linea con le regole di trasparenza per le immagini generate o modificate con IA previste dall’AI Act dell’UE, che si applicano a molti utilizzi nell’Unione europea (vedi sezione 6).

Non presenti un’immagine come fotografia di un progetto esistente o realizzato e non la utilizzi come prova dello stato di un immobile.

Contrassegni allo stesso modo una misura, un elenco delle quantità, uno schizzo, una pianta generata o una fascia di costo ovunque li trasmetta, ad esempio:

«Stima ricavata da una foto. Non è un rilievo, un progetto edilizio o un preventivo. Tutte le dimensioni vanno verificate in loco.»

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Pronto per l’AI Act dell’UE

Gli obblighi di trasparenza dell’art. 50 del regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (regolamento (UE) 2024/1689) si applicano dal 2 agosto 2026. Per i sistemi di IA immessi sul mercato prima di tale data, l’obbligo di marcare i contenuti generati in un formato leggibile da una macchina si applica dal 2 dicembre 2026. beform è offerto ad aziende nell’Unione europea e dispone già oggi delle misure descritte di seguito.

Ruoli. crue è il fornitore di beform, un sistema di IA che genera immagini sintetiche con modelli di Google e di OpenAI, che sono i fornitori di tali modelli. Un’azienda che utilizza beform nella propria attività è un deployer ai sensi del regolamento.

  • Contrassegno visibile. Ogni immagine mostrata nella demo reca una filigrana e un badge beform visibili, e la demo la descrive come illustrazione IA con un link alla presente nota.
  • Marcatura leggibile da una macchina. Ove il formato del file lo consenta, le immagini della demo e quelle consegnate ai clienti contengono metadati IPTC con il tipo di fonte digitale «trainedAlgorithmicMedia», il codice standard del settore che identifica un’immagine come generata dall’IA.
  • Informazioni sulla trasparenza. La presente nota spiega cosa genera beform, come lo genera e cosa possono e non possono mostrare le sue immagini.
  • Controllo automatico. Ogni immagine passa un controllo automatico prima che qualcuno la veda: vengono misurati il file, l’inquadratura, le pareti e le aperture dello spazio e il cambiamento stesso, e un’immagine che non supera il controllo viene formata una seconda volta oppure non viene mostrata. Un’immagine che lo supera reca il suo contrassegno e, ove il formato del file lo consenta, la sua marcatura leggibile da una macchina. Sono le persone presso il cliente a decidere quali immagini utilizzare nei preventivi.
  • Nessun dato biometrico, nessuna decisione sulle persone. beform tratta foto di spazi. Non identifica né classifica persone, non riconosce emozioni e non prende decisioni sulle persone.

Cosa devono fare le aziende che utilizzano beform. Quando un’immagine mostra un luogo o un oggetto reale e potrebbe sembrare autentica, l’art. 50 par. 4 del regolamento impone all’azienda che la utilizza di rendere noto in modo chiaro, al più tardi nel momento in cui una persona la vede per la prima volta, che l’immagine è stata generata o manipolata dall’IA. La sola marcatura leggibile da una macchina non soddisfa tale obbligo. Mantenga il contrassegno visibile o utilizzi la didascalia della sezione 5, e non rimuova i metadati.

Cosa significa essere pronti. Queste misure sono concepite per soddisfare gli obblighi di trasparenza che si applicano a beform in qualità di fornitore. I metadati possono andare persi quando un’immagine viene modificata, catturata in uno screenshot o caricata su alcune piattaforme, ed è per questo che il contrassegno visibile è importante. Essere pronti non equivale a una certificazione da parte di un’autorità, e ogni azienda resta responsabile dei propri obblighi in qualità di deployer.

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Segnalare un problema

Se un’immagine è offensiva, mostra una persona, viola i diritti di qualcuno o viene utilizzata in modo ingannevole, oppure se ha dubbi sul modo in cui un’azienda utilizza beform, scriva a hi@beform.ai. Ci indichi dove e quando l’ha vista e qual è il problema. Esaminiamo le segnalazioni e possiamo intervenire contro gli abusi.

La presente nota spiega in linguaggio semplice quanto stabilito nelle sezioni 4 e 5 delle condizioni d’uso. In caso di divergenze, prevalgono le condizioni d’uso. Le traduzioni della presente nota sono fornite unicamente per comodità, e fa fede la versione inglese.

Contatto

beform è un prodotto di crue GmbH, Badstrasse 11, 5408 Ennetbaden, Svizzera.

Telefono +41 79 944 66 44E-mail hi@beform.ai